
Nadia il Cosplay è una maniera per socializzare o solo un modo di esibirsi?
Entrambi. Attraverso il cosplay si possono conoscere persone che condividono le stesse passioni. Tramite internet è molto facile tenersi in contatto con i vari cosplayer. Grazie a questo hobby io ho conosciuto molti dei miei carissimi amici e ho avuto la possibilità di stringere rapporti con persone estere.
Essendo un hobby che coinvolge in prima linea la propria persona, sicuramente è anche un modo per esibirsi. Persone che nella vita di tutti i giorni sono molto timide spesso grazie al cosplay riescono a sbloccarsi.
Inutile nascondersi che a prima vista li si guarda con un po’ di stupore, questi personaggi che si presentano alle fiere travestiti come per un carnevale di cartoonia.
Nel giro di una decina di anni un fenomeno tipicamente giapponese ha conquistato il mondo. Chi avrebbe mai pensato che Bill Kaulitz dei Tokio Hotel e i Cinema Bizarre con i loro capelli lunghi con meche e il loro pesante trucco nero, altro non sono che l’ennesimo sottogenere del Cosplay il “Visual key”.Cosplay (contrazione di due termini inglesi per indicare recitare in costume) è l’hobby di divertirsi trasformandosi nel proprio personaggio preferito, vestendosi come i protagonisti di anime, manga, videogiochi, piuttosto che interpretare personaggi tratti da Star Trek, Guerre Stellari e ora anche Harry Potter e il Signore degli anelli.
Com'è nata la passione per il cosplay?
Il cosplay unisce due delle mie più grandi passioni, la moda e il mondo dei manga.
La prima volta che vidi dei cosplayer a una fiera pensai che fossero dei figuranti dei vari stand. Ho iniziato a interessarmi a questo hobby insieme a dei miei amici qualche anno fa e da allora non ho più smesso. Il cosplay mi fa sentire creativa e dare vita ai costumi dei miei personaggi preferiti è una cosa che mi da molta soddisfazione. Essendo quasi un’appendice del mio lavoro lo studio dell’abito e la sua creazione è la parte che io trovo più interessante e stimolante.

Ciò che nella società giapponese nasceva come un fenomeno per emarginati vessati (come abilmente descritto su Maxim da Carlo Schilirò) da noi diventa: “divertimento, gioco, voglia di stupire, voglia di distinguersi dalle cosiddette persone normali. Il tutto, perché no, a volte condito con un po’ di sano esibizionismo! Ma il cosplay è anche, e soprattutto per i ragazzi più ferventi che lo praticano Passione” citando le parole dell’associazione culturale Flash Gordon di Lucca, che nell’ambito del salone dei Comics di Lucca organizza feste a tema, serate di proiezioni dedicate al cinema d’animazione giapponese, concerti. E proprio durante i Comics di Lucca si svolge la gara sfilata di Cosplay e il Cantacartoon, karaoke che ha per tema vecchie e nuove sigle di cartoni animati.
E proprio a Lucca nel 1996 si svolse il primo incontro di massa dei cosplayer presso la fiera Lucca Comics & Games.
Come sei tu normalmente come persona, caratterialmente intendo definisciti?
Sono una ragazza creativa e molto curiosa, cerco di non soffermarmi mai alle apparenze, ma di osservare e capire le cose fino in fondo. Sono molto determinata, quando mi metto in testa una cosa non mi ferma nessuno!

I cosplayer hanno un approccio più emotivo, irrazionale, col mondo del fumetto, travestendosi entrano in prima persona nei panni dei loro beniamini e nel loro mondo.
Per gli appassionati di fumetti occidentali, il fumetto invece è vissuto in genere come un oggetto culturale cui dare un’attenzione critica e intellettuale prima che sentimentale.
Da queste due diverse visioni di una comune passione, nasce a volte un po’ di diffidenza, destinata, però, a dissolversi alla vista di alcuni spettacolari costumi.
Qual è la tua professione e come riesci a conciliare il lavoro con la tua passione per il cosplay?
Lavoro come stylist per un importante rivista di moda e ho altre collaborazioni con riviste sempre del settore.
Attraverso il cosplay ho imparato a cucire e ad avere una maggiore attenzione per tessuti e tagli, cosa che mi ha poi notevolmente aiutata nei miei studi da stylist e poi successivamente sul lavoro e viceversa. Questo anche perchè ho iniziato a creare una piccola linea di abiti inizialmente ispirata al fenomeno giapponese delle gothic lolita.
Col diffondersi su internet di siti internazionali sul cosplay gli appassionati italiani apprendono le tecniche per la costruzione dei propri costumi.
La preparazione dei costumi riveste un’importanza fondamentale per il cosplayer, la ricerca del costume da realizzare, lo studio, il recupero dei materiali per la messa in opera, il tutto spesso fatto coordinandosi come gruppo e studiano le coreografie per le scenette da rappresentare.
Sono necessari a volte mesi per realizzare i costumi e le coreografie.
“I cosplayer sono un fenomeno che è molto più complesso e suggestivo di quello che il primo impatto di una fiera può suggerire. […] non si tratta di qualche eccentrica persona, ma di una vera forma di socialità e comunicazione alternativa e parallela a quelle tradizionali come possono esserlo stato i punk o i glam-rockers” (Luca Vanzella, autore di Cosplay Culture).
Realizzi i tuoi costumi completamente da sola? Con che criterio scegli i personaggi da interpretare?
Sono orgogliosa di dire che realizzo tutti i miei costumi interamente da sola, fatta eccezione per alcuni accessori, dove mi faccio aiutare da amici molto più bravi di me con materiali tipo legno o metallo.
Scelgo sempre personaggi che mi hanno particolarmente colpito, che trovo accattivanti e in cui, in un modo o nell’altro, mi ci identifico. Altre volte invece vengo letteralmente rapita dal costume..
Tutti questi preparativi portano a un vero e proprio rito antropologico la sfilata/concorso. I cosplayer non più semplici appassionati ma veri e propri protagonisti di un fenomeno di sottocultura.
La sfilata come momento d’aggregazione, fa discutere, entusiasma, delude.
In Italia il cosplay abbraccia un target molto eterogeneo che va dai preadolescenti fino a quarantenni professionisti, il tutto con un’ottima qualità del cosplay.
Che cosa fai dei tuoi costumi una volta finito il cosplay?
Ho una stanza che uso come ufficio-atelier, dove ho un armadio adibito solo ai props del lavoro e ai miei costumi. Solo un paio di volte mi è capitato di venderne alcuni a cui non ero particolarmente legata e che sapevo non avrei indossato mai più.
La passione dei cosplayer è premiata nei vari cosplay Contest delle più importanti Fiere Internazionali, in cui si sfila e si gareggia per decretare i migliori costumi.
Dopo il Contest di Lucca, da qualche anno anche il Festival del Fumetto e dell’Animazione di Romics è divenuto punto di riferimento per gli appassionati di cosplay.
E Nadia Baiardi è la vincitrice con Martina Arnaldi del premio Romics 2007, entrambe quest’anno in Agosto hanno rappresentato l’Italia al World Cosplayer Summit a Nagoya in Giappone.

Com'è stata la tua esperienza a Nagoya, al World Cosplay Summit?
Un'esperienza favolosa! Sapere di rappresentare il proprio paese anche se solo per un hobby è comunque una bella soddisfazione. Creare degli abiti all'altezza della situazione da una forte carica, sapendo che si gareggia contro altri bravissimi cosplayer provenienti da tutto il mondo, nella terra del sol levante, la patria di questo hobby.
Confrontarsi con altre persone e conoscere come viene vissuto il cosplay negli altri paesi è stato bellissimo! Tra di noi si è creato subito un feeling e con molti dei partecipanti sto mantenendo i contatti nella speranza di rivederli presto.

Nadia e Martina hanno interpretato Chevalier d’Eon, manga ambientato in Francia nel diciottesimo secolo, un esibizione degna di un vero e proprio viaggio nel tempo secondo Yumiko Igarashi, l'autrice di Candy Candy.
Quali sono i tuoi prossimi impegni?
Sono stata invitata come ospite ad un'importante fiera koreana e a febbraio andrò al TNT in Messico sempre come ospite.
In Italia invece prenderò parte alle prossime fiere di Lucca Comics e poi al Gamecon a Napoli, dove prima del contest terrò una piccola conferenza sulla mia esperienza in Giappone.
Ho tanti progetti in corso, ma per scaramanzia preferisco non rivelarli ancora!
Nadia racconta le sue emozioni nel blog del suo sito internet “Sto aspettando Lucca con ansia…
Nelle mura della città la fiera assume un non so che di particolare e fantastico. E’ come vivere veramente in un mondo parallelo, dove il cosplay e il fumetto fanno da padrone”
Sul sito di Nadia si possono ammirare gli abiti dei suoi cosplay, Nadia è abile e molto ricercata nelle sue creazioni, mi colpisce in particolar modo Marie Antoinette tratto dal film di Sofia Coppola. Nadia è una ragazza dolce, decisa, realizzata, ambiziosa e con un grande sogno.
Qual è il tuo sogno, cosa ti piacerebbe fare da grande?
Sto già coltivando il mio sogno lavorativo come stylist e spero di crescere nell'ambiente sempre di più. Vorrei anche specializzarmi come costumista e migliorare la mia conoscenza di abiti storici. E poi chissà, magari vincere un oscar in questo ambito.
In bocca al lupo!!!


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