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Gesebel la corsara dello spazio
Scritto da Moreno Burattini   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 10:40

Gesebel numero uno“Magnus premeva su di me perché scrivessi qualcosa di fantascienza – racconta Max Bunker presentando la ristampa del primo numero di Gesebel apparsa in appendice su Alan Ford n° 431 – ma io, ai tempi, ne masticavo poco, così mi imprestò diversi libri della sua ricca biblioteca. Li lessi con attenzione e anche con interesse, arricchendo il mio bagaglio in modo sufficiente per impostare un personaggio sotto l’egida dell’ironia e della satira. Scrissi le prime storie quasi di getto, piacquero molto a Magnus che le disegnò ottimamente”.

In realtà, è difficile etichettare Gesebel, apparso in edicola nel febbraio del 1966, come un fumetto di fantascienza in senso stretto, a meno che non si voglia ricorrere alla definizione di John Campbell secondo cui sono storie di fantascienza tutte quelle che il direttore di una rivista di fantascienza acquista per pubblicarle. A nessuno dei due autori, il disegnatore Magnus e lo sceneggiatore Bunker, in realtà, interessava la fantascienza hard, o tecnologica, e meno che mai quella di anticipazione, positivista, o con fondamenti scientifici (non va dimenticato che la parola inglese per fantascienza è science fiction).

Neppure interessavano loro l’avventura spaziale o il cyberpunk. Magnus, che fece con Gesebel le prove (molto anticipate) per “Milady” e soprattutto per la saga dei suoi “Briganti”, pensava a una sorta di universo fantastico alla Raymond (quanti echi di Flash Gordon nelle sue tavole!) e si divertiva a disegnare sexy pin up. Max Bunker, dal canto suo, vedeva nella fantascienza soprattutto un modo per continuare a dar sfogo alla sua formidabile vena grottesca e satirica (che già si manifestava su Kriminal e Satanik e che di lì a poco avrebbe dato origine ad Alan Ford), oltre che alla sua predilezione per l’humor nero e per l’horror.

Il mondo di Gesebel

Gesebel, come avverte il titolo della prima avventura, è una corsara dello spazio a capo di un mondo, Virgin Planet, popolato da amazzoni agguerrite, crudeli e predatrici. La società del pianeta, la cui capitale è Virgin City, è di tipo matriarcale al punto che gli uomini sono considerati oggetti da usare, e vengono venduti come schiavi in pubblici mercati da cui le terribili ragazze attingono per rifornire il proprio harem personale. Le fanciulle di Virgin Planet non hanno di femminile che l’avvenenza fisica: per il resto sono crudeli e violente, sia nei rapporti con le loro stesse compagne sia nei confronti dei maschi a loro sottoposti.

I primi 3 numeri

Le Corsare dello Spazio capitanate da Gesebel rappresentano una spina nel fianco per l’Impero di Galassia Uno (che si suppone sia la Via Lattea, dato che ingloba anche il pianeta Terra). E’ probabile che fra i libri prestati da Magnus a Bunker, secondo il racconto dello sceneggiatore, ci fosse la Trilogia Galattica di Isaac Asimov (all’epoca, i volumi della saga di Foundation erano ancora soltanto tre) dato che l’Impero centrale decadente contrapposto alle periferie che si sfaldano e cadono in preda all’anarchia ricorda da vicino l’Impero Galattico, senza però avere nulla della razionalità e del rigore sociologico asimoviani. Gesebel è anche un personaggio femminile di un altro celebre romanzo di Asimov, “Abissi d’Acciaio”. Il robot Daneel così la descrive al detective Lije Baley: “Era una donna perversa, Lije”. Comunque Gesebel deve molto di più non tanto alla narrativa fantascientifica quanto al fumetto: soprattutto ad Alex Raymond (e va ricordato che uno dei primi lavori in campo fumettistico realizzati da Max Bunker fu appunto la traduzione di Flash Gordon). Tuttavia ci sono anche rimandi al classico di fantascienza italiana a fumetti: “Saturno contro la Terra”, sceneggiato dalla coppia Zavattini-Pedrocchi e disegnato da Scolari. Non a caso, Magnus realizzerà, anni dopo, una copertina per la rivista Comic Art in cui i personaggi dei suoi Briganti, della cui saga su quel numero si presentava una puntata, citano appunto “Saturno contro la Terra”. Dunque, c’è un Impero, come in Star Wars (ma ante litteram), ma nonostante il fatto che il Potere Imperiale rappresenti la forza di una intera confederazione di mondi sembra che nessun generale abbia la capacità di sconfiggere le amazzoni di Virgin Planet. Del resto, alla corte dell’Imperatore, debole e inefficiente, non mancano gli intrighi, di cui il principale tessitore è il generale Brosk, divertente parodia del tipico militare guerrafondaio. Le avventure di Gesebel non si reggono comunque solo sul duello tra l’Impero e le Corsare, ma vengono movimentate dalla presenza di ogni sorta di improbabili alieni e dalla visita su mondi e pianeti di tutti i tipi.

Lo stile «Magnus e Bunker»

Che Gesebel fosse un personaggio creato dagli stessi autori che pochi anni prima avevano cominciato a realizzare eroi neri come Kriminal e Satanik, lo si capì subito. Non soltanto i disegni avevano lo stesso tratto cupo che rendeva inconfondibili le tavole di Magnus, ma i testi di Bunker, soprattutto, non riuscivano a perdere l’inguaribile vena Numero 18satirica che da sempre li caratterizzava e che già andava preludendo ad Alan Ford. Nella rappresentazione di un mondo donne pirata e padrone e di uomini schiavi e sottomessi, oppure deboli ed inetti, c’è tutto il gusto dissacratorio e scanzonato del miglior Bunker, che si diverte a ribaltare tutto per vedere ciò che ne viene fuori, scombinando non solo le regole del gioco della fantascienza più tradizionale fondata su eroi spaziali maschi, prestanti e coraggiosi e su seriosi drammi cosmici in cui la Terra è in pericolo, ma anche spiazzando completamente i lettori che si trovano di fronte ad una situazione del tutto inattesa e per certi versi inconcepibile.

A differenza di chi vede in Gesebel un’eroina che ha precorso i tempi delle manifestazioni femministe e della rivoluzione sessuale del ’68, si deve invece scorgere in questo ribaltamento dei ruoli una riuscita satira sociale, dato che Bunker ha sempre giocato sull’esasperazione delle situazioni in chiave parodistica. Proprio mentre il femminismo cominciava a predicare l’emancipazione della donna ecco lo sceneggiatore portarla alle estreme conseguenze e immagine un mondo dove sono gli uomini a essere oggetti sessuali. Satirica e parodistica è del resto la figura del generale Brosk, machiavellico tessitore di intrighi di corte e animato da genuino spirito hitleriano nei suoi sogni di gloria e di dominio. Per non parlare poi della fine del pianeta Terra così come è presentata nel terzo numero della serie (“E la terra scoppiò”) dove ogni parvenza di realismo è abbandonata in favore della satira e del grottesco.
Ecco perché, dunque, la avventure di Gesebel non hanno niente di rigorosamente scientifico e tecnologico. L’universo dei mondi e delle forme di vita che fa da sfondo alle vicende è fantastico e scientificamente inattendibile; i personaggi sono paradossali; le trame sono soltanto un pretesto per creare situazioni grottesche. Appunto perché non è la fantascienza intesa come rigorosa science fiction ciò che interessa davvero agli autori. Infatti sono la fantasia e l’originalità del duo Magnus & Bunker a donare alla serie la freschezza inconfondibile del loro stile che rende le storie piacevoli e divertenti: è questa del resto una caratteristica costante della produzione firmata dalla coppia di autori. A Magnus e Bunker interessa approfittare di una ambientazione spaziale (e dunque al di fuori del nostro continuum sociale, culturale, temporale) per sbizzarrirsi liberamente con Uomini-Pipistrello, buffonate galattiche, raggi della morte e soprattutto con un esercito di donne da fasciare con tute aderenti come gli sguardi maliziosi dei lettori. Tipicamente magnusbunkeriani sono anche altri elementi, che puntualmente si ritrovano in Gesebel come in Kriminal, Satanik, Maxmagnus eccetera: gli ingredienti dell’horror e del nero, a tratti perfino splatter (seppur mitigato dall’humor) il provincialismo di alcuni spunti (Brosk è una parola del dialetto milanese), la presenza di caratteristi di contorno quali il gatto Pussycat (dal graffio mortale) e il servo muto di Gesebel, Mabus.

Una Corsara maliziosa

Gesebel, nome demoniaco che ben si addice ad una bellezza procace quanto crudele: eppure, come scrive Luigi Bernardi (sul volume “Gesebel”, Paolo Ferriani Editore), “noi, inquieti adolescenti di altri tempi, le avremmo affidato tanto volentieri quanto incautamente, la nostra educazione sentimentale”. E questo sull’onda istintiva della pulsione erotica, latente dentro di noi allo stato primordiale proprio come primordiale è la concezione dei rapporti interpersonali su Virgin Planet. Gli effetti non superano mai lo stadio della carnalità; il sesso non ha componenti sentimentali, ma soltanto ludiche; nessuna garanzia a tutela dei deboli, la legge è quella del più forte, anzi, della più forte. Con Gesebel, Max Bunker prosegue sulla strada del fumetto per adulti che aveva iniziato qualche anno prima, sulla scia del Diabolik delle sorelle Giussani, partite in vantaggio ma poi inesorabilmente superate. Fumetto per adulti che non va comunque inteso nel senso negativo e pornografico, ma nel senso – tutto sommato positivo – di un fumetto finalmente non dedicato per definizione soltanto ai bambini, ma destinato a un target di pubblico maturo o comunque post-adolescenziale. In un’Italietta afflitta da problemi di “Garanzia Morale” e allietata per anni da schiere di Piccoli ranger e Piccoli sceriffi, la rivoluzione dei vari Kriminal, Satanik, Gesebel e imitatori vari, apriva la strada verso prospettive completamente nuove: in alcuni casi si è avuta la degenerazione verso la pornografia più esplicita, in altri casi l’evoluzione verso un erotismo intelligente, brillante e a tratti raffinato, in altri casi ancora è stata la satira a prendere il sopravvento. In generale, il fumetto italiano nel suo complesso ha subito una formidabile spinta in avanti, verso prodotti sempre più maturi e sempre più lontani dal luogo comune del comic come “roba da bambini”. Magnus diviene palesemente complice del lettore adulto o adolescente ma non più bambino, evidenziando in ogni vignetta gli elementi erotici che la vicenda suggerisce. Gli atteggiamenti, gli sguardi, le posizioni, le inquadrature stesse di Gesebel e delle altre corsare tendono sempre a stuzzicare la fantasia con una impostazione indiscutibilmente maliziosa. Tutto concorre a creare un’atmosfera di intrigante erotismo: le tute che sembrano coprire il corpo per intero ma che in realtà lasciano immaginare ogni più eccitante dettaglio, gli altri abiti sempre incredibilmente mozzafiato, addirittura le ombre sulle pareti, che evidenziano seni e curve spettacolari. Neppure Pantera Bionda, che pure in passato aveva dato scandalo per il proprio succinto abbigliamento tarzanide, aveva osato tanto, e perfino Barbarella, sensuale eroina spaziale, ha caratteristiche completamente diverse.

Gesebel

Dopo di loro, il diluvio

Gesebel è un tipico prodotto della premiata ditta Magnus & Bunker. Per questo motivo, finché le avventure della Corsara dello Spazio furono scritte e disegnate dalla coppia, riuscirono a rappresentare un qualcosa di fresco, vivace, valido e divertente; quando infine il personaggio venne affidato ad altri autori, non fu in grado di sopravvivere. Magnus & Bunker realizzarono i primi sei numeri, dopodiché i soggetti passarono nelle mani di Erasmo Bozzacchi, il quale non seppe non solo migliorare il personaggio là dove magari sarebbe stato necessario, ma neppure proseguire sulla falsariga tracciata da Bunker. Al contrario, ne peggiorò la paradossalità pseudo-scientifica, privandolo dell’humor e della caratterizzazione satirica. Anche gli autori dei disegni (la coppia Peroni-Corbella e Luigi Corteggi) non furono mai in grado di reggere il confronto con Magnus. Per di più, in quegli anni, Renzo Barbieri già cominciava a proporre eroine che più generosamente della nostra Corsara mostravano al pubblico le proprie grazie (ad esempio, Isabella). Dopo soltanto 23 numeri, Gesebel chiudeva i battenti. Resta da aggiungere che la coppia Magnus e Bunker, dopo l’esperienza di Gesebel, si è cimentata in un altro fumetto fantascientifico realizzando il racconto “Ego” per conto della Marvel. Successivamente il disegnatore Magnus, su testi propri, ha illustrato la serie di racconti “Milady 3000”, e ha realizzato la saga “I Briganti”, ispirata ad un ciclo di storie orientali, in chiave originalmente futuribile.

Alcuni numeri

Dati tecnici

Pubblicati dall’Editoriale Corno, gli albi di Gesebel si presentavano con un formato libretto un po’ atipico rispetto a Diabolik e allo stesso Kriminal: più larghi e più alti, misuravano 13x18,5 cm e contavano un numero variabile di pagine intorno alle 140, delle quali però solo 120 dedicate alle avventure della Corsara. In appendice si trovano infatti alcune tavole di Buck Rogers di Gorge Tuska, fumetto fantascientifico statunitense (questo sì nei canoni della tradizione), giochi e racconti. Il prezzo della serie si mantenne invariato (200 lire) per tutti i 23 numeri. I primi 15 numeri furono realizzati con alcune pagine a colori che, abbondanti nei primi albi, andarono via via scemando fino a scomparire del tutto. La qualità della colorazione non era però tale da far rimpiangere la policromia.

Le copertine furono tutte realizzate da Luigi Corteggi, al tempo art-director della Corno, con la tecnica a tempera già collaudata con Kriminal, Satanik e altre testate. Corteggi è anche autore dei disegni di quattro episodi, e del testo degli ultimi tre.

SCHEDA TECNICA
Testata: Gesebel
Casa editrice: Editoriale Corno
Prima uscita: Febbraio 1966
Numeri pubblicati: 23
Periodicità: Mensile
Stampa: Bianco/Nero e Colori
Formato: 13x18,5 cm
Pagine: circa 140, di cui 120 di storia principale
Prezzo: 200 lire
Testi: Max Bunker, Erasmo Buzzacchi, Luigi Corteggi
Disegni: Magnus, Peroni-Corbella, Luigi Corteggi
Copertina: Luigi Corteggi

n° titolo data testo disegni

1 La Corsara dello Spazio 2/1966 Bunker Magnus 
2 Minaccia nel cosmo 2/1966 Bunker Magnus
3 E la Terra scoppiò 3/1966 Bunker Magnus
4 La notte dei Pipistrelli 4/1966 Bunker Magnus
5 La setta nera 5/1966 Bunker Magnus
6 Il pianeta del mistero 6/1966 Bunker Magnus
7 L’idolo di fuoco 7/1966 Buzzacchi Peroni-Corbella
8 Nel mondo del nulla 8/1966 Buzzacchi Peroni-Corbella
9 L’oppressore 9/1966 Buzzacchi Peroni-Corbella
10 La nube del terrore 10/1966 Buzzacchi Peroni-Corbella
11 Il mercato delle schiave 11/1966 Buzzacchi Peroni-Corbella
12 Secessione galattica 12/1966 Buzzacchi Peroni-Corbella
13 Homo Sapiens 1/1967 Buzzacchi Peroni-Corbella
14 Il dado è tratto 2/1967 Buzzacchi Peroni-Corbella
15 Attenzione Galassia Uno 3/1967 Buzzacchi Peroni-Corbella
16 Il grande Dark 4/1967 Buzzacchi Peroni-Corbella
17 Il pianeta spento 5/1967 Buzzacchi Peroni-Corbella
18 Il piano di Agla 6/1967 Buzzacchi Peroni-Corbella
19 Le meteore di fuoco 7/1967 Buzzacchi Corteggi
20 Lo strano raggio verde 8/1967 Buzzacchi Peroni-Corbella
21 L’enigma del labirinto 9/1967 Corteggi Corteggi
22 Il tesoro impossibile 10/1967 Corteggi Corteggi
23 Il ritorno di Brosk 10/1967 Corteggi Corteggi

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Gennaio 2010 11:48
 
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